Idroscalo, l’arena estiva porta strade e servizi. Smeriglio: «Ostia merita» – intervista su Il Messaggero

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Idroscalo, l’arena estiva porta strade e servizi. Smeriglio: «Ostia merita»

«Quest’anno è tutto più bello. E più bello. E io me sto già a commuove». L’Anna Magnani dell’Idroscalo, Franca Vannini, segue i preparativi per l’inaugurazione di stasera con impazienza. Quest’anno è più bello, come dice lei, perché non solo stasera inaugura il Punta Sacra film fest ma perché il Comune finalmente ha asfaltato la strada.

«Quest’anno, l’arena sorge in un contesto nuovo, in una zona che abbiamo completamente riqualificato, dove abbiamo portato i servizi: è la parte di Ostia di cui il Comune di Roma ha preso in carico l’organizzazione degli eventi culturali», spiega l’assessore Massimiliano Smeriglio.

Il Campidoglio torna nella borgata nata sulla Foce del Tevere e incontra la comunità.

Quest’anno oltre al maxi schermo arrivano anche cassonetti, fioriere e manutenzione

IL REPORTAGE

«Quest’anno è tutto più bello. È più bello. E io me sto già a commuove». L’Anna Magnani dell’Idroscalo, Franca Vannini, segue i preparativi per l’inaugurazione di stasera con impazienza. Quest’anno è più bello, come dice lei, perché il Comune finalmente ha asfaltato la strada che si prolunga oltre il capolinea del bus 05, c’è il parcheggio e anche i cassonetti nuovi. Ecco perché anche gli abitanti del borghetto che vivono qui dagli anni Settanta e hanno visto le mareggiate e pure le demolizioni (35 casette buttate giù nel 2010) accolgono le proiezioni cinematografiche con la speranza che sia arrivato il momento in cui si possa ottenere qualcosa di più del numero civico (di cui sono stati a lungo sprovvisti).

Ieri, il sabato del villaggio nella piazza dei Piroscafi che aspetta la quarta edizione del Punta Sacra Film Fest, è stato tutto un viavai di operai. E Franca Vannini, la protagonista del documentario “Punta Sacra” che dà il titolo alla rassegna e regina di questo posto che è l’ultima vera borgata di Roma, sente addosso tutta la responsabilità di quella bellezza che va proclamando.
Una figura a metà tra la “capapopolo” e la direttrice lavori con delega all’entusiasmo.

«L’Idroscalo di Ostia è un luogo denso di vita, è il punto in cui Roma finisce, o forse quello in cui comincia. Un territorio trascurato per decenni, e ugualmente amato profondamente dalla comunità che lo abita e che sente la fortissima identità che lo distingue da tutti gli altri», spiega l’assessore alla Cultura Massimiliano Smeriglio.

«Quest’anno, l’arena di Punta sacra sorge in un contesto nuovo, in una zona che abbiamo completamente riqualificato, dove abbiamo portato i servizi: dalla strada, ai cassonetti, ai bagni pubblici. È la parte di Ostia di cui il Comune di Roma ha preso in carico l’organizzazione degli eventi culturali e sono veramente soddisfatto e sinceramente felice di vedere l’Idroscalo rinascere, grazie anche alla cooperazione delle realtà del territorio che sentono la sua anima profonda. L’obiettivo è adesso invitare i romani a frequentarlo, ad andare a riscoprirlo e a godere dei suoi tramonti mozzafiato, e di guardare un film sotto le stelle di Ostia», aggiunge ancora Smeriglio.

Con le fioriere il Comune sta disegnando il red carpet di questo sobborgo a soqquadro, dove ogni porta è diversa dalle altre, e dove l’essere appartati così alla rinfusa è diventato senso di appartenenza.

La Ushuaia di Roma incastonata dentro una calma innaturale, con la Madonnina tirata a lucido che presidia l’ingresso dell’arena allestita di fonte a i pianerottoli tirati su dal niente quando gli sfollati si baraccarono qui, in mezzo ai canneti e alla polvere. Bisogna andare a vederle per capire che qui non è solo questione di cinema all’aperto in riva al mare, ma che Franca e gli altri grazie al grande schermo vedono anche avanzare servizi pubblici.

LA SCOMMESSA
«Noi scommettiamo sull’ingaggio dei cittadini, sulla loro partecipazione, non sulla loro invisibilità. Qui si meritano il meglio. E saremo qui anche dopo, anche d’inverno», spiega Smeriglio che qui ci ha passato delle estati intere. «Oh, il festival lo sta promuovendo pure er vescovo!», dice qualcuno divertito mostrando il cellulare. Chissà in quale rivolo social sarà finito l’endorsement del cardinal Giovanni Battista Re.

Il festival è il Punta sacra film festa dieci giorni di puro cinema in uno schermo che ampio il triplo rispetto a quello di un anno fa.
Smeriglio sta lavorando anche a una piazza intitolata al regista Claudio Calligaris.
Stasera ci sarà la fiaccolata antimafia contro le esplosioni intimidatorie. «Siamo dentro uno scontro e vinceremo questa sfida», promette l’assessore. Non è solo “cinema all’aperto” ma anche e soprattutto una strada asfaltata verso la legalità e i servizi pubblici, dice tra le righe seminando spesso la parola «ingaggio» e «partecipazione».

«Quest’anno è tutto più bello. E più bello. E io me sto già a commuove». L’Anna Magnani dell’Idroscalo, Franca Vannini, segue i preparativi per l’inaugurazione di stasera con impazienza. Quest’anno è più bello, come dice lei, perché non solo stasera inaugura il Punta Sacra film fest ma perché il Comune finalmente ha asfaltato la strada.

«Quest’anno, l’arena sorge in un contesto nuovo, in una zona che abbiamo completamente riqualificato, dove abbiamo portato i servizi: è la parte di Ostia di cui il Comune di Roma ha preso in carico l’organizzazione degli eventi culturali», spiega l’assessore Massimiliano Smeriglio.

Il Campidoglio torna nella borgata nata sulla Foce del Tevere e incontra la comunità.

Quest’anno oltre al maxi schermo arrivano anche cassonetti, fioriere e manutenzione

IL REPORTAGE

«Quest’anno è tutto più bello. È più bello. E io me sto già a commuove». L’Anna Magnani dell’Idroscalo, Franca Vannini, segue i preparativi per l’inaugurazione di stasera con impazienza. Quest’anno è più bello, come dice lei, perché il Comune finalmente ha asfaltato la strada che si prolunga oltre il capolinea del bus 05, c’è il parcheggio e anche i cassonetti nuovi. Ecco perché anche gli abitanti del borghetto che vivono qui dagli anni Settanta e hanno visto le mareggiate e pure le demolizioni (35 casette buttate giù nel 2010) accolgono le proiezioni cinematografiche con la speranza che sia arrivato il momento in cui si possa ottenere qualcosa di più del numero civico (di cui sono stati a lungo sprovvisti).

Ieri, il sabato del villaggio nella piazza dei Piroscafi che aspetta la quarta edizione del Punta Sacra Film Fest, è stato tutto un viavai di operai. E Franca Vannini, la protagonista del documentario “Punta Sacra” che dà il titolo alla rassegna e regina di questo posto che è l’ultima vera borgata di Roma, sente addosso tutta la responsabilità di quella bellezza che va proclamando.
Una figura a metà tra la “capapopolo” e la direttrice lavori con delega all’entusiasmo.

«L’Idroscalo di Ostia è un luogo denso di vita, è il punto in cui Roma finisce, o forse quello in cui comincia. Un territorio trascurato per decenni, e ugualmente amato profondamente dalla comunità che lo abita e che sente la fortissima identità che lo distingue da tutti gli altri», spiega l’assessore alla Cultura Massimiliano Smeriglio.

«Quest’anno, l’arena di Punta sacra sorge in un contesto nuovo, in una zona che abbiamo completamente riqualificato, dove abbiamo portato i servizi: dalla strada, ai cassonetti, ai bagni pubblici. È la parte di Ostia di cui il Comune di Roma ha preso in carico l’organizzazione degli eventi culturali e sono veramente soddisfatto e sinceramente felice di vedere l’Idroscalo rinascere, grazie anche alla cooperazione delle realtà del territorio che sentono la sua anima profonda. L’obiettivo è adesso invitare i romani a frequentarlo, ad andare a riscoprirlo e a godere dei suoi tramonti mozzafiato, e di guardare un film sotto le stelle di Ostia», aggiunge ancora Smeriglio.

Con le fioriere il Comune sta disegnando il red carpet di questo sobborgo a soqquadro, dove ogni porta è diversa dalle altre, e dove l’essere appartati così alla rinfusa è diventato senso di appartenenza.

La Ushuaia di Roma incastonata dentro una calma innaturale, con la Madonnina tirata a lucido che presidia l’ingresso dell’arena allestita di fonte a i pianerottoli tirati su dal niente quando gli sfollati si baraccarono qui, in mezzo ai canneti e alla polvere. Bisogna andare a vederle per capire che qui non è solo questione di cinema all’aperto in riva al mare, ma che Franca e gli altri grazie al grande schermo vedo- no anche avanzare servizi pubblici.

LA SCOMMESSA
«Noi scommettiamo sull’ingaggio dei cittadini, sulla loro partecipazione, non sulla loro invisibilità. Qui si meritano il meglio. E saremo qui anche dopo, anche d’inverno», spiega Smeriglio che qui ci ha passato delle estati intere. «Oh, il festival lo sta promuovendo pure er vescovo!», dice qualcuno divertito mostrando il cellulare. Chissà in quale rivolo social sarà finito l’endorsement del cardinal Giovanni Battista Re.

Il festival è il Punta sacra film festa dieci giorni di puro cinema in uno schermo che ampio il triplo rispetto a quello di un anno fa.
Smeriglio sta lavorando anche a una piazza intitolata al regista Claudio Calligaris.
Stasera ci sarà la fiaccolata antimafia contro le esplosioni intimidatorie. «Siamo dentro uno scontro e vinceremo questa sfida», promette l’assessore. Non è solo “cinema all’aperto” ma anche e soprattutto una strada asfaltata verso la legalità e i servizi pubblici, dice tra le righe seminando spesso la parola «ingaggio» e «partecipazione».

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